Descrizione Progetto

museo civico villa Ferrajoli

Musei Archeologici

Museo Civico
di Villa Ferrajoli

Albano Laziale
Viale Risorgimento 3

ORARI

Lunedì e Giovedì: 9.00 – 13.00; 15.30 – 18.30
Mercoledì: 9.00 – 13.00
Martedì e Venerdì: chiuso
Sabato e Domenica*: 9.00 – 13.00
* 1.a, 3.a e 5.a del mese

INFORMAZIONI

Tel +39 06 932 34 90
Fax +39 06 9325759

www.museicivicialbano.it

               Fondato nel 1973, il Museo Civico di Albano ha sede dal 1983 nella prestigiosa Villa Ferrajoli, un edifico in stile neoclassico, con una elegante facciata e interni decorati da pregevoli pitture. L’esposizione si svolge sui tre piani della Villa e, con oltre duemila reperti archeologici, copre un arco temporale che va dal paleolitico inferiore sino al Rinascimento. 

              Per la protostoria alcune tra le più importanti testimonianze provengono dall’abitato palafitticolo posto sulle rive del lago Albano, chiamato “Villaggio delle Macine” per il gran numero d macine in pietra rinvenute.  I materiali esposti occupano un’intera sala del Museo e documentano la vita dell’insediamento dalle fine del Bronzo antico sino alle fasi iniziali del Bronzo Medio (XX-XVI sec. a.C.).

              L’età arcaica e medio-repubblicana è invece ben rappresentata da reperti provenienti dai luoghi di culto, dove venivano offerti alle divinità degli “ex voto” dalle forme più varie: parti del corpo, animali, vasi miniaturistici. Gli scavi di sepolcreti, tombe e ville suburbane costruite nell’ager albanus in epoca romana, dall’età tardo-repubblicana sino all’età imperiale, offrono un’interessante testimonianza della vita quotidiana, attraverso l’esposizione dell’instrumentum domesticum, dei documenti epigrafici  e dell’alto livello decorativo di queste residenze di campagna (pavimenti – a mosaico e in opus sectile marmoreo – intonaci dipinti – di soffitti e pareti – arredi scultorei e decorazioni architettoniche fittili).

             Nelle sale di nuovo allestimento è di grande interesse un tesoretto di 152 monete d’argento, denari e quinari databili fra il III sec a.C. e il 76-74 a.C., nascosto nel crollo di un edificio durante la prima metà del I sec. a.C.

Il museo è inserito in OMR (Organizzazione Museale Regionale).

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