Musei Archeologici

Museo delle Navi Romane di Nemi

Via Diana, 13-15
Nemi

ORARI
Attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione e ammodernamento
Chiuso il lunedì
Dal martedì alla domenica 9.00/19.00
Ultimo ingresso alle ore 18.00

INFORMAZIONI
TEL. 069398040

MAIL
drm-laz.naviromane@cultura.gov.it

SITO INTERNET

Affacciato sulle rive del lago, il Museo è il primo esempio di architettura museale progettata in funzione del proprio contenuto. Costruito tra il 1933 e il 1939 per ospitare le monumentali navi cerimoniali dell’imperatore Caligola, recuperate pochi anni prima dai fondali del lago, rappresenta una pietra miliare nella museografia italiana. Le due imbarcazioni – lunghe oltre 70 metri – andarono tragicamente distrutte da un incendio nel 1944, ma il Museo, riaperto nel 1988, continua a raccontarne la storia attraverso suggestive ricostruzioni e reperti originali.

Nel nuovo allestimento l’ala sinistra del percorso di visita è dedicata alle navi, delle quali sono attualmente esposti diversi materiali, come la ricostruzione del tetto con tegole di bronzo, due ancore, il rivestimento della ruota di prua, alcune attrezzerie di bordo originali o ricostruite (una noria, una pompa a stantuffo, un bozzello, una piattaforma su cuscinetti a sfera).

Lungo il percorso sono inoltre visibili due modelli in scala 1:5 che restituiscono l’imponenza delle imbarcazioni, accanto alla ricostruzione a grandezza reale dell’aposticcio di poppa della prima nave, su cui spiccano le copie delle cassette bronzee con protomi ferine.
L’ala destra del Museo accompagna il visitatore alla scoperta del popolamento del territorio albano in età repubblicana e imperiale, con una particolare attenzione ai luoghi di culto. Vi si possono ammirare reperti provenienti da Velletri, Genzano, Latina e dalla Collezione Ruspoli, insieme ai materiali votivi rinvenuti nel Santuario di Diana a Nemi.

Nel Museo è visibile anche un tratto pavimentato del clivus Virbii, l’antica strada romana che da Ariccia conduceva al santuario di Diana Nemorense.

Galleria

Crediti fotografici: @DRMN Lazio