Descrizione Progetto

Musei Storico Artistici

Museo Diocesano di Albano

Albano Laziale 

Palazzo Lercari
Via Alcide De Gasperi, 37

Orari

Martedì 9-13

Mercoledì 9-13 / 15-19

Sabato 15-19

Il Museo Diocesano di Albano prevede sia aperture pubbliche che visite su prenotazione.

Info

Tel +39 06 932 694 90 – Cell +39 333 9999 883

info@museodiocesidialbano.it

www.museodiocesanodialbano.it 

              Il Museo Diocesano di Albano si distingue per la sua peculiare identità di luogo deputato a raccontare e a rappresentare visivamente la storia e l’arte ecclesiastica del territorio della Diocesi di Albano, una delle sette sedi diocesi suburbicarie. Dal 19 dicembre 2012 è ospitato nelle stanze del Palazzo Lercari, che dal 1757 è sede episcopale di Albano. 

              Il primo piano è dedicato all’archeologia cristiana e medioevale. Cinque sale, allestite secondo tematismi ben precisi, permettono la lettura dei reperti all’interno di un contesto specifico.

              Nel Piano Nobile è possibile ammirare la collezione di tele provenienti dalle chiese del territorio della Diocesi di Albano, oltre ad alcune originali sculture in cartapesta e una preziosa pala lignea del XIV secolo. Particolarmente suggestiva è la Sala delle Vedute, salone affrescato da un artista locale, tal Andrea Monti, che nell’800 decorò le pareti della stanza con le panoramiche dei Comuni del territorio della Diocesi di Albano. 

             Terzo ed ultimo ambiente del museo diocesano è il Piano Mezzanino, le cui sale espongono l’oreficeria e i tessuti dei paramenti liturgici. Il percorso museale di questo piano inizia con la sala dedicata ai Papi, nella quale sono ospitati alcuni doni dei Pontefici alla Diocesi di Albano. Di grande effetto è la sala più grande del piano, impreziosita dall’oreficeria liturgica, calici, ostensori, reliquiari e altri preziosi testimoniano la capacità dei maestri orefici che hanno realizzato queste opere.

            Le attività museali aspirano a generare una “ricucitura” della quotidianità con la tradizione locale, al fine di presentare il museo come centro operativo e formativo, mantenendo, al contempo, la capacità di rimandare il visitatore all’esterno del suo stesso spazio. In questo modo si intende attuare il concetto di “museo diffuso”, superando quello di “museo-edificio”.

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